La storia di Soso, 15 anni

© UNICEF/2009/Degan
Soso Khirkheli stava andando a scuola a Kirbali (Georgia), quando vicino al canaletto di scolo vide qualcosa di interessante, a lui sconosciuto, rotondo, grande quanto il pugno di un bambino.
Lo prese e lo portò in classe. Quando sentì provenire da quello strano oggetto un calore innaturale, il ragazzo uscì per rimetterlo dove l’aveva trovato.
Proprio mentre stava prendendolo dalla tasca, la bomba esplose. Soso perdette una mano, ma salvò la vita.
«Non sapevo che cosa fosse», dice Soso. «L’avessi saputo, non avrei preso quell’oggetto rotondo, non l’avrei mai raccolto! Invece l’ho fatto, esattamente come tanti altri ragazzi.»
Soso non è l’unico a essere stato mutilato, nel suo villaggio e nei dintorni altri ragazzi hanno perso una mano, un braccio o una gamba.
Nel corso della seconda guerra in Ossezia del Sud, nell’agosto del 2008, sia la Russia sia la Georgia hanno impiegato bombe a grappolo.




