Per l’infanzia, la vita nella steppa mongola è pericolosa e povera di prospettive. Con il passaggio dall’economia pianificata all’economia di mercato, la povertà si è acuita e molte famiglie sedentarie sono tornate alla vita nomade dei loro antenati.
Mongolia: scuole e acqua per i bambini nomadi

In Mongolia, circa un terzo della popolazione vive di pastorizia e si sposta diverse volte l’anno con il bestiame da un pascolo all’altro. I bambini delle famiglie nomadi non hanno praticamente possibilità di andare a scuola. Invece di studiare, devono seguire le mandrie, un lavoro pericoloso con cadute da cavallo, morsi di animali e ferimenti gravi durante le tempeste. Ai bambini spetta anche la ricerca quotidiana di acqua, compito che implica tre-quattro ore di marcia ogni giorno e il trasporto di grossi blocchi di ghiaccio o pesanti recipienti sulla schiena.
Le condizioni climatiche sono avverse: in inverno, la temperatura media raggiunge i meno 25 °C, mentre in estate, a causa delle notti fredde, non sono rare escursioni termiche di una trentina di gradi sull’arco di ventiquattro ore. La tubercolosi e la polmonite sono tra le cause di morte più frequenti per i bambini mongoli.
Un altro terzo dei Mongoli vive attorno alla capitale Ulan Bator in baraccopoli dove manca tutto: acqua potabile, infrastrutture sanitarie, alimentazione sana. L’aria è irrespirabile a causa del carbone e dei vecchi pneumatici che vengono bruciati durante il gelido inverno.
L’operato dell’UNICEF

Con un progetto per l’istruzione, l’UNICEF Svizzera intende fornire all’infanzia mongola le conoscenze necessarie per condurre una vita migliore e permetterle di frequentare una scuola degna di questo nome.
Il progetto comporta ad esempio:
- la formazione e il perfezionamento di insegnanti, il miglioramento della didattica d’insegnamento;
- l’impiego di insegnanti itineranti per la scuola nella steppa;
- lo sviluppo di materiale scolastico adeguato;
- la costruzione e la riparazione di gabinetti e lavatoi in sessanta scuole e asili infantili; lezioni sull’igiene e sull’impiego parsimonioso dell’acqua;
- la dotazione degli internati di riscaldamento, coperte, lavatrici e giocattoli;
- l’organizzazione di laboratori di cucito, giardinaggio, falegnameria ecc. per i bambini che hanno abbandonato precocemente la scuola.
Diversi buoni motivi per una donazione

La vostra donazione va a beneficio di
7500 scolari
375 insegnanti in quindici internati
260 apprendisti
200 bambini della prima infanzia e i loro genitori
L’UNICEF Svizzera ringrazia.





