20 anni di diritti dell’infanzia
La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia è il trattato internazionale maggiormente rispettato

La Convenzione dell’ONU sui Diritti dell’Infanzia è stata approvata nel 1989 e ratificata da tutti gli Stati del mondo, con l’eccezione degli Stati Uniti e della Somalia. Essa comprende 54 articoli sui temi della vita della protezione e dello sviluppo e si basa sui principi della non discriminazione, del bene dei bambini e del loro ascolto. In quanto trattato internazionale, obbliga gli Stati ad adottare provvedimenti giuridici per tutelare i diritti dei bambini o per renderli consapevoli dell’esistenza di tali diritti.
La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia è il primo documento orientato alle esigenze dell’infanzia che riunisce tutte le convenzioni e i parametri esistenti, il che conferisce un carattere vincolante agli interessi dei bambini. I governi e i politici degli Stati che l’hanno ratificata sono pertanto chiamati a mantenere le promesse in essa espresse.
20 anni di diritti dell’infanzia – Tanti auguri!
La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia è alla base di un nuovo modo di considerare i bambini

La Convenzione ha modificato in tutto il mondo il modo di considerare l’infanzia, che per la prima volta è stata definita come una fase di vita protetta, durante la quale il bambino deve poter crescere, imparare, giocare e svilupparsi. I bambini sono oggi considerati individui autonomi con una loro opinione che sono liberi di esprimere, soggetti giuridici che godono del diritto di essere sentiti e consultati quando vanno prese decisioni che concernono anche il loro futuro, per esempio in caso di divorzio dei genitori.
L’influsso della Convenzione sulla vita e lo sviluppo dell’infanzia

I progressi maggiori a livello globale nel settore della vita e dello sviluppo sono stati compiuti in Africa e in Asia, anche se gli Stati dell’Asia meridionale e subsahariani faticano a tenere il passo.
- I decessi di bambini sotto i cinque anni sono passati da 12,5 milioni nel 1990 a 9 milioni nel 2008).
- Il tasso di denutrizione tra i bambini sotto i cinque anni è calato dal 1990 in tutte le regioni in sviluppo.
- In sette paesi africani il numero di contagi da HIV è calato del 25 per cento o più, un risultato che si sperava di raggiungere entro il 2010.
- I casi di decesso a causa del morbillo sono stati ridotti del 74 per cento grazie alle vaccinazioni.
- L’84 per cento dei bambini incomincia le scuole elementari, il 90 per cento le finisce.
- La parificazione tra ragazze e ragazzi è sensibilmente aumentata.
L’influsso della Convenzione sulla protezione dell’infanzia

Violenza, abusi, sfruttamento, trascuratezza e discriminazione nei confronti dei bambini sono una realtà in tutti i paesi e in ogni collettività culturale, sociale o economica.
Non è semplice effettuare rilevamenti in questo ambito, i dati sommersi restano alti, i progressi sono contenuti.
- Si stima che tra 500 milioni e 1,5 miliardi di bambini siano vittime di violenze.
- 50 milioni di bambini sono costretti a lavorare.
- 70 milioni di ragazze e di donne hanno subìto mutilazioni genitali.
- 50 milioni di bambini non sono registrati.
- Oltre 64 milioni di ragazze tra i 20 e i 24 anni sono state sposate primo di aver compiuto 18 anni.
- Oltre un miliardo di bambini vive in paesi o regioni con conflitti armati.
La crisi economica e i cambiamenti climatici minacciano le conquiste dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia

- La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia celebra il suo ventesimo anniversario in un periodo instabile. La più grave crisi finanziaria da ottant’anni a questa parte, i cambiamenti climatici e demografici minacciano i risultati ottenuti.
- E sempre più chiaro che i paesi meno sviluppati e con il più alto numero di bambini dovranno sopportare il peso principale dei cambiamenti ambientali.
- Le correlazioni tra i rivolgimenti politici e i cambiamenti climatici colpiscono soprattutto i bambini: maggiore pressione su risorse economiche, cibo e approvvigionamento idrico, redditi minori, accesso problematico a servizi fondamentali.
- Nonostante la Convenzione, restano lacune da colmare, per esempio nell’assistenza sanitaria di madri, neonati e bambini della prima infanzia. Gli esperti temono che il divario possa scavarsi ancor di più a causa della crisi finanziaria.
- Nel 2030, il 25 per cento dei bambini sotto i cinque anni vivrà in uno dei 49 paesi meno sviluppati, pressappoco il doppio rispetto al 1990. Ciò non fa che aumentare la pressione sui governi chiamati ad applicare i diritti dell’infanzia.
- Questa infanzia crescerà in un ambiente viepiù inospitale: estremi meteorologici, precipitazioni irregolari e catastrofi naturali metteranno a repentaglio conquiste come l’acqua potabile, la sicurezza alimentare, la lotta alla denutrizione e l’arginamento di malattie.



