Il rapporto 2009 mette in luce eclatanti differenze di opportunità per bambini e adolescenti secondo il Cantone e lo stato sociale. I gruppi più vulnerabili sono anche i più colpiti dalla disparità di opportunità. Per di più, nessuna delle raccomandazioni presentate nel 2002 dal Comitato delle Nazioni Unite alla Svizzera è stata attuata secondo le scadenze convenute.
In Svizzera, la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia è entrata in vigore tredici anni or sono, ma continua a mancare il benché minimo abbozzo di coordinamento tra Confederazione e Cantoni.
Per porre un freno alla disparità di opportunità, la Rete svizzera diritti del bambino ha chiesto al Consiglio federale l’elaborazione di parametri minimi nazionali per l’applicazione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e la creazione di un’istituzione nazionale con un mandato esplicito nel quadro dei diritti del fanciullo.
La Confederazione e i Cantoni devono garantire uguale protezione e accesso alla scuola e alla formazione professionale in tutto il paese ai gruppi più vulnerabili (bambini disabili, poveri, e minorenni non accompagnati o richiedenti asilo). I bambini richiedenti l’asilo e senza documenti non devono più essere soggetti a misure coercitive, come la prigione. Durante un internamento, gli adolescenti devono essere separati dagli adulti, e le punizioni corporali vanno vietate come raccomandato dal Comitato dell’ONU nel 2002.
Scaricare il rapporto completo (in francese):
I diritti dell’infanzia in Svizzera

La Svizzera ha ratificato nel 1997 la Convenzione dell’ONU sui Diritti dell’Infanzia. L’articolo 44 obbliga gli Stati a presentare a scadenze regolari un rapporto all’ONU sui progressi compiuti, i problemi ancora irrisolti e i provvedimenti previsti.
Affinché il dettato della Convenzione non resti una vacua promessa, il Comitato dell’ONU per i diritti del fanciullo di Ginevra esamina regolarmente i rapporti dei diversi Stati. In questo modo, è possibile effettuare confronti tra paesi, monitorare progressi e regressi e ricordare ai governi i loro obblighi nei confronti dell’infanzia.
Anche la Svizzera dovrebbe presentare il suo rapporto sulla situazione dei diritti dell’infanzia ogni cinque anni. Il primo documento è stato inoltrato nel 2002, il secondo è atteso dal 2007.
Parallelamente ai governi, anche le organizzazioni non governative pubblicano e inviano al Comitato dell’ONU il loro rapporto (i cosiddetti rapporti ombra) sulla situazione del paese. Il secondo rapporto delle organizzazioni è stato pubblicato nel 2009 dalla Rete svizzera diritti del bambino (in francese e tedesco).
Rapporto ombra 2009
- Rapporto ombra (2009) (in francese) (pdf, 1.88 MB)
Comuni amici dei bambini
In Svizzera, buona parte della responsabilità per l’applicazione dei diritti dell’infanzia spetta a Cantoni e Comuni. L’iniziativa «Comuni amici dei bambini» promuove le azioni volte a migliorare la condizione dell’infanzia di un Comune.




