Panoramica globale della protezione dell’infanzia nel mondo
Registrazione delle nascite
- Nel 2007, i bambini non registrati erano stimati a circa 51 milioni; quasi la metà di loro viveva in Asia meridionale. Il tasso di registrazioni anagrafiche nel 25 per cento dei paesi in via di sviluppo è inferiore alla metà delle nascite.
- In otto paesi dell’Africa subsahariana e dell’Asia meridionale (Somalia, Liberia, Afghanistan, Etiopia, Tanzania, Ciad, Zambia e Bangladesh), è registrato soltanto il 10 per cento o meno dei bambini sotto i cinque anni. Per contro, nel Gambia, nel Vietnam e nel Laos si sono osservati progressi.
- I bambini la cui nascita non è stata registrata sono esclusi dai servizi sanitari e dall’istruzione, e, una volta adulti, saranno limitati nelle scelte. In sede legislativa, non si può fare a meno di indicare l’età in cui determinate azioni sono lecite, altrimenti non sarà mai possibile proteggere i bambini dal reclutamento come soldati e lavoratori o proteggere la bambine da un matrimonio precoce.
Violenza su bambini
- Uno studio dell’ONU sulla violenza su bambini realizzato nel 2006 ha permesso di determinare una stima compresa tra 500 milioni e un miliardo e mezzo di bambini che, ogni anno, patiscono varie forme di violenza.
Matrimoni precoci
- Più di un terzo delle giovani donne (tra i 20 e i 24 anni) dei paesi in via sviluppo ha ammesso di essere sposate o promesse prima dei 18 anni. La proporzione più elevata si riscontra nell’Asia meridionale (46 percento) e nell’Africa subsahariana (39 per cento).
- I sei paesi nei quali i matrimoni precoci sono più diffusi e dove oltre il 60 per cento delle donne tra i 20 e i 24 anni sono state sposate ancora bambine sono la Repubblica Centrafricana, la Guinea, il Bangladesh, il Mali, il Ciad e il Niger.
- La loro vita è scandita dal lavoro, dalla povertà e dalle preoccupazioni per le sorti della famiglia. Le spose bambine sono derubate dei loro diritti elementari: il diritto alla protezione, alla salute, all’istruzione, al gioco e al riposo.
- L’età media al primo matrimonio sta aumentando in Bangladesh, Guinea e Nepal, ma resta al di sotto dei 18 anni.
Mutilazioni genitali femminili
- In molti paesi dell’Africa centrale e occidentale, come pure in alcuni paesi del Medio Oriente e dell’Asia sudorientale, le mutilazioni genitali femminili sono assai diffuse. In alcune regioni, interessano fino al 98 per cento delle donne. Nel complesso, la diffusione delle mutilazioni genitali femminili è lievemente diminuita negli ultimi decenni, e meno bambine l’hanno patita rispetto alla generazione precedente. Tuttavia, ogni anno tre milioni di giovani, per lo più in tenera età, sono ancora escisse.
- Occorre mettere in moto il cambiamento sociale sia nei paesi d'origine sia in quelli di destinazione. Le mutilazioni genitali femminili vengono praticate nella convinzione che garantisca la “maritabilità”, la castità, la bellezza o l’onore familiare di una donna. In queste società, il fatto di non conformarsi a tale obbligo porterà un danno ancora maggiore alla ragazza e all’intera famiglia, a causa della vergogna e dell’esclusione sociale a cui le espone.
- Le migrazioni hanno portato la pratica dell'escissione anche in paesi nei quali essa non è né comune né accettata. Tuttavia, per poter maritarsi in seno alla comunità, per marcare la propria origine o nell'eventualità di un rimpatrio, alcune famiglie reputano necessario rispettare questo costume sociale anche nella diaspora.
- Le mutilazioni genitali femminili possono essere superate soltanto col consenso collettivo delle comunità che le praticano.
- La migliore conoscenza dei dati acquisita negli ultimi anni ha permesso di appurare che è possibile superare l'usanza, a condizione che siano soltanto determinati gruppi sociali a rispettarla e che esista uno stretto legame tra appartenenza etnica e mutilazioni genitali. Nella maggioranza dei casi, è il gruppo etnico nel suo complesso, e non in suoi particolari segmenti, a praticarle. Di conseguenza, è necessario studiare misure applicabili a livello nazionale e a livello delle singole comunità.
Lavoro minorile
- Secondo le stime dell’UNICEF, in tutto il mondo 150 milioni di bambini tra i 5 e i 14 anni di età sono impegnati nel lavoro minorile. Questa stima si basa su dati provenienti da 102 paesi. Il lavoro minorile è più comune nell’Africa subsahariana, dove più di un terzo dei bambini lavora.
- Si è osservata una riduzione dell’impiego dei bambini nell’attività economica nella maggior parte dei paesi, compresi quelli grandi come il Brasile, l’India e il Messico. Ma in diversi altri paesi la tendenza risulta stabile o il lavoro minorile è addirittura aumentato.
- L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) stima che più di due terzi di tutto il lavoro minorile si registrano nel settore agricolo. Si è scoperto che i bambini delle zone rurali – e in particolare le bambine – cominciano il lavoro agricolo ad appena 5-7 anni.
- Il lavoro minorile è sia una causa sia una conseguenza della povertà e la perpetua compromettendo gravemente l’istruzione dei bambini. Dove oltre a lavorare vanno anche a scuola, le bambine portano sulle spalle un “triplo fardello” di lavoro domestico, lavoro scolastico e lavoro fuori casa.
- Definizione di lavoro minorile: per la prima volta è stato inserito anche il lavoro domestico non pagato.
- In questo campo, la conoscenze dei dati è nettamente migliorata nell'ultimo decennio.
Sfruttamento sessuale e abuso dei bambini
- Stabilire cifre affidabili per i bambini e gli adolescenti soggetti ad abuso e sfruttamento di carattere sessuale si è dimostrato molto difficile. È tuttavia probabile che le cifre comprendano milioni di casi, e che bambine e bambini di ogni età e in qualunque regione del mondo possano essere vittime di sfruttamento e abuso di carattere sessuale.
- Gli studi dimostrano che le bambine sono più spesso sfruttate e vittime di abusi che non i bambini.
- Oltre a patire il trauma dello sfruttamento sessuale in sé, spesso i bambini che sopravvivono non frequentano più la scuola e sono esposti a rischi di danni fisici, di infezioni trasmesse per via sessuale, di HIV/AIDS e di gravidanze indesiderate. Queste ultime risultano potenzialmente pericolose per le adolescenti.
- Fino a maggio del 2009, 131 paesi, tra cui laSvizzera, avevano ratificato il Protocollo Opzionale alla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia dell’adolescenza sulla vendita di bambini, la prostituzione dei bambini e la pornografia
Traffico di bambini
- Secondo le stime del governo statunitense, ogni anno circa due milioni e mezzo di esseri umani vengono fatti oggetto di traffici a livello internazionale. Secondo l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), circa la metà di essi sono bambini.
- In base a studi condotti dall'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC), si stima che oltre il 20 per cento delle vittime della tratta degli esseri umani all'interno dei singoli paesi e a livello internazionale sia composto di bambini.
- In alcune parti dell’Africa Occidentale, nella regione del Mekong in Asia orientale e in alcuni paesi dell’America centrale e meridionale, i bambini costituiscono la maggior parte delle vittime dei traffici di esseri umani.
- Fino a novembre 2008,125 paesi avevano promulgato leggi specifiche contro il traffico di esseri umani, ma soltanto 73 di essi avevano poi proceduto ad almeno un arresto in applicazione di dette leggi.