un impegno totale per l'infanzia

Aiuti d’emergenza per i bambini siriani in fuga

La crisi dei profughi siriani è una delle maggiori emergenze umanitarie dalla fine della Seconda guerra mondiale e con il protrarsi del conflitto la situazione dei bambini si fa vieppiù drammatica. Milioni di piccoli non sanno che cosa significhi vivere senza paura, violenza e perenne necessità di fuggire.

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La situazione

La guerra in Siria si protrae ormai da sette anni e la sua conclusione pare più che mai lontana. La situazione dell’infanzia è disperata: gli oltre quattro milioni di bambini siriani nati dall’inizio del conflitto non conoscono altro che violenza, paura e fuga. Centinaia di migliaia di bimbi sono venuti al mondo nei campi profughi negli Stati limitrofi.

Dall’inizio del conflitto, gli sfollati interni o le persone che sono fuggite dalla Siria raggiungono oltre undici milioni. Sono pochissimi coloro che riescono a raggiungere l’Europa: la maggior parte dei Siriani è bloccata tra i fronti o si è rifugiata in Libano, Giordania, Iraq, Egitto o Turchia, paesi nei quali dal 2012 il numero di profughi si è quasi decuplicato. Una persona su cinque in Libano e una su sette in Giordania provengono dalla Siria. In Iraq, la situazione è resa ancor più drammatica da un conflitto interno: ai profughi siriani si aggiungono così 2,5 milioni di sfollati interni.

I risparmi della maggior parte delle famiglie sono da tempo esauriti, il costo della vita è elevato e pochi profughi sono autorizzati a lavorare in modo regolare. Le infrastrutture e le risorse dei paesi in cui hanno trovato rifugio, come pure le famiglie di accoglienza, sono giunte al limite delle loro capacità. Per questi paesi è sempre più difficile fornire anche solo gli aiuti umanitari di base. Molti genitori non hanno nessun’altra possibilità che far lavorare i figli e sposare prematuramente le figlie.

L’operato dell’UNICEF

Nei campi profughi manca quasi tutto. L’UNICEF fornisce ai bambini e alle loro famiglie acqua potabile, cibo, impianti sanitari, corredi igienici, tende e coperte. Le zone a misura di bambino con i loro operatori appositamente formati offrono ai piccoli un luogo protetto e sicuro in cui giocare. Per garantire all’infanzia in fuga la necessaria protezione, l’UNICEF collabora con le autorità locali.

Un occhio di riguardo va anche all’istruzione dei bambini profughi: molti di loro non frequentano la scuola ormai da anni o non sono addirittura mai stati scolarizzati. Insieme ai numerosi partner, l’UNICEF ha lanciato l’iniziativa «No Lost Generation» per garantire anche a questa infanzia l’accesso alla scuola e a un’istruzione.

Aiutate anche voi

L’UNICEF si appella alla generosità dei suoi donatori per poter fornire aiuti d’emergenza ai bambini profughi e alle loro famiglie. Grazie di cuore per il vostro sostegno!

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