un impegno totale per l'infanzia

Programmi contro le mutilazioni genitali femminili

Le mutilazioni genitali femminili sono un tema estremamente delicato. Per oltre duecento milioni di ragazze e donne in tutto il mondo sono sinonimo di ferite nel corpo e nell’anima, e in molte regioni sono considerate un tabù. Insieme a governi, partner locali e popolazioni, l’UNICEF si impegna per eradicarla. La soluzione è una sola: tolleranza zero.

170808-projektpatenschaft-fgm-uni127791.jpg

La situazione

Oltre duecento milioni di ragazze e donne in tutto il mondo ha subito mutilazioni genitali. Vittime di gravi violazioni dei diritti umani e dell’infanzia, soffrono dolori spesso atroci e devono patire innumerevoli conseguenze fisiche e mentali per tutta la vita. La maggior parte di loro è stata mutilata nella prima infanzia.

Le mutilazioni genitali femminili sono un tema delicato sotto ogni punto di vista, finora quasi ovunque legato ad antiche tradizioni. I genitori acconsentono a quest’usanza sovente ritualizzata perché pensano che agevoli il passaggio all’età adulta, apporti prestigio alla famiglia e permetta alle figlie di trovare più facilmente marito. Molti sono anche profondamente convinti che si tratti di un precetto religioso, un malinteso tuttora assai diffuso.

In Guinea, seconda solo alla Somalia in quanto a diffusione della pratica, quasi tutte le donne – il 97 per cento – hanno subìto una mutilazione genitale, grave violazione dei diritti umani. Benché in Guinea le mutilazioni genitali femminili siano vietate dalla legge, esse vengono praticate in tutti gli strati sociali, i gruppi etnici e le comunità religiose, nelle aree urbane e nelle regioni rurali, a dimostrazione di quanto siano radicate nella tradizione e di quanta pressione subiscano le ragazze. Le donne integre, infatti, sono considerate turpi e indegne, e vengono emarginate. Per questa ragione, in Guinea il 76 per cento delle donne e ragazze è a favore del mantenimento della dolorosa pratica.

L’operato dell’UNICEF

L’UNICEF lotta contro le mutilazioni genitali femminili in ventidue paesi con misure che tengono conto delle circostanze specifiche. L’UNICEF Svizzera opera dal 1999 in quattordici paesi, tra i quali, oltre alla Guinea, l’Indonesia, il Burkina Faso e il Sudan.

In collaborazione con gli alti ranghi dello Stato, i funzionari a tutti i livelli e i sindaci, crea le basi per attirare l’attenzione sulle gravi violazioni dei diritti dell’infanzia e umani, e mettere in discussione le norme sociali che le influenzano. Nella lotta a questa tradizione, infatti, si sono rivelate molto utili le condanne di intere comunità: in questo caso è stata coinvolta l’intera opinione pubblica e i villaggi sono testimoni di cambiamenti fondamentali. Negli ultimi due anni, tali condanne pubbliche sono fortemente aumentate: se prima in media vi aderivano un centinaio di villaggi, nel 2015 sono saliti a 548 e nel 2016 addirittura a 816.
 

» Fact Sheet: Mutilazione genitale femminile (2016)
» Fact Sheet: Mutilazione genitale femminile in Svizzera (2016)
» Opuscolo dell’UNICEF: «Female genital mutilation/cutting: A global concern» (2016)
» Modulo assumere un padrinato di progetto (LSV, DD)

Aiutate anche voi!

Sottoscrivete il padrinato di progetto e partecipate alla lotta contro le mutilazioni genitali femminili! Grazie di cuore.

Aiutate anche voi

Si, voglio aiutare l'UNICEF con una donazione per "Programmi contro le mutilazioni genitali femminili"Diventare padrino
La ringrazio molto per la vostra decisione di donare al lavoro dell'UNICEF.
CHF

Abbonatevi alla nostra newsletter: