Syria 2019

Aiuti d’emergenza per l’infanzia siriana

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Aiuti d’emergenza per l’infanzia siriana

La vita di quasi tutti i bambini siriani, nel paese o all’estero, è caratterizzata da violenza, lutti e allontanamenti forzati. L’UNICEF fa tutto quanto in suo potere per garantire loro un futuro.

Dopo oltre nove anni di guerra, la Siria giace in macerie. La maggior parte delle infrastrutture è distrutta, ospedali e scuole sono colpiti di proposito per sfiancare la popolazione, in molte località mancano acqua, cibo, farmaci e corrente. Anche laddove gli scontri si sono placati, i bambini soccombono nel silenzio a malattie che in condizioni normali sarebbero facilmente evitabili o curabili.

A tutto ciò si aggiunge il pericolo del coronavirus, considerato che negli alloggi di fortuna è impossibile rispettare il distanziamento sociale e le regole igieniche. Secondo cifre ufficiali, negli ultimi tre mesi in Siria il numero di contagi è aumentato di venti volte, dai 29 casi di maggio a 608.

Fran Equiza, UNICEF Representative in Syria

«Quando si accorgeranno le parti in conflitto che stanno mettendo a repentaglio il futuro del paese?»

Fran Equiza, rappresentante dell’UNICEF in Siria

Il conflitto in Siria ha causato la maggiore crisi migratoria dalla Seconda guerra mondiale. 6,6 milioni di Siriani sono sfollati interni, oltre 5,5 milioni, tra cui più di 2,5 milioni di bambini, sono fuggiti in Giordania, Libano, Egitto, Iraq e Turchia, dove spesso vivono in campi profughi in condizioni precarie senza poter ufficialmente lavorare, il che li rende dipendenti dagli aiuti che i paesi di accoglienza sono sempre meno in grado di fornire.

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Il 60 per cento dei bambini in Siria dipende dagli aiuti umanitari.

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Due milioni di bambini siriani non frequentano la scuola.

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3,3 milioni di bambini sono esposti al pericolo di finire su una mina.

Nonostante il pericolo costante, l’UNICEF si impegna incessantemente in Siria per i bambini e le loro famiglie. In collaborazione con altre ONG, si premura di raggiungere anche le regioni di difficile accesso in cui le necessità sono enormi.

L’UNICEF è inoltre presente nei campi profughi dei paesi vicini per fornire alle famiglie ciò di cui hanno più bisogno, come vestiti, farmaci, articoli per l’igiene, acqua potabile, impianti sanitari e cibo terapeutico per i bambini malnutriti.

L’attenzione è incentrata in particolare sull’istruzione, poiché molti bimbi non frequentano la scuola da anni o addirittura non sono mai stati scolarizzati. Nella sola Siria, oltre due milioni di bambini non frequentano tutt’ora le lezioni. Per garantire anche a questa infanzia l’accesso all’istruzione, e quindi a prospettive per il futuro, insieme a numerosi partner l’UNICEF ha lanciato l’iniziativa «No Lost Generation», sostenuta anche dalla Confederazione.