Il metodo «mamma canguro» per i neonati prematuri in Nepal

In Nepal, ogni anno muoiono 10 400 neonati sottopeso. Un contatto pelle contro pelle precoce e continuo aumenterebbe notevolmente le loro possibilità di sopravvivenza. L’UNICEF si impegna affinché nelle regioni più svantaggiate venga introdotto il metodo «mamma canguro».

© UNICEF/UNI259358/van Oorsouw
Der Sohn von Upendra Chaudhary und Sabina kam bereits nach sieben Monaten Schwangerschaft zur Welt. Kurz nach der Geburt wog er nur noch 800g.

La mortalità dei neonati prematuri o sottopeso è all’incirca dieci volte maggiore rispetto a quella dei bimbi nati dopo la trentasettesima settimana di gravidanza e con un peso normale. Sono inoltre più frequenti complicanze come ipotermia, sindrome da sofferenza respiratoria o emorragia cerebrale. Tuttavia, in Nepal l’accesso a incubatrici e altri trattamenti è spesso inesistente. 

L’UNICEF punta quindi sul metodo «mamma canguro», che tramite il contatto pelle contro pelle consente ai bambini, in particolare quelli prematuri o sottopeso (meno di 2500 grammi), di regolare la temperatura corporea e di rafforzare il sistema immunitario contro le infezioni, e riduce così il rischio di complicanze e di decesso. Si tratta di un’alternativa semplice ed economica ai metodi di trattamento convenzionali, inaccessibili a molti genitori. 

In Nepal, il metodo «mamma canguro» è già stato introdotto in alcuni ospedali e centri sanitari, ma non nelle province più svantaggiate, spesso perché il personale medico non dispone di conoscenze sulle cure salvavita per i neonati e non ci sono le infrastrutture necessarie.  

Il metodo «mamma canguro» in Nepal

Importo della donazione:

  • allestimento di reparti di neonatologia speciali in tre ospedali di tre province svantaggiate, dove le madri e i neonati ricevono le cure necessarie e informazioni sul metodo «mamma canguro», e lo sviluppo dei piccoli viene monitorato;
  • creazione di luoghi appartati nelle sale parto di ventisette centri sanitari nelle stesse tre province,  dove le madri (o i padri) possono stare a contatto con i bebè in uno spazio protetto dotato di poltrone o letti ed equipaggiato con materiale come disinfettante per le mani;
  • formazioni destinate al personale medico e agli operatori sanitari sul metodo «mamma canguro» e sul miglioramento della qualità ai sensi delle linee guida nazionali.

Questo metodo consente di salvare la vita di neonati sottopeso e prematuri, ragione per cui l’UNICEF vi investe molte energie.