Nove bambini siriani su dieci hanno bisogno di aiuto

Secondo l’UNICEF, dall’inizio della guerra civile dieci anni fa non sono mai stati così tanti i bambini siriani dipendenti dagli aiuti umanitari. Senza l’intervento internazionale, sei milioni di minori entro i confini nazionali e 2,5 milioni in fuga nei paesi limitrofi non avrebbero un futuro.

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In occasione della conferenza internazionale dei donatori per la Siria, in programma oggi e domani a Bruxelles, l’UNICEF Svizzera e Liechtenstein si appella alla comunità internazionale affinché continui e potenzi il suo aiuto per l’infanzia, e garantisca in particolare un sostegno a lungo termine a progetti nel campo dell’istruzione e dell’assistenza psicosociale. Per il suo operato a favore dei bambini siriani e della regione nel 2021, l’UNICEF necessita di 1,4 miliardi di dollari.

«La guerra in Siria non ha vincitori e i bambini pagano il prezzo più alto», ha dichiarato Bettina Junker, Direttrice generale dell’UNICEF Svizzera e Liechtenstein. «L’interazione tra violenza incessante, emergenza economica e pandemia di coronavirus ha peggiorato ulteriormente le condizioni già drammatiche delle famiglie. Non possiamo abbandonarle, la nuova generazione di cittadini siriani non desidera altro che la pace e un nuovo inizio. Servono istruzione e assistenza psicosociale per elaborare quanto vissuto. La comunità internazionale non può stare a guardare.»

Dopo dieci anni di conflitto, sempre più famiglie siriane non hanno alcuna fonte di reddito. Il numero di persone che non sanno come nutrire i propri cari non è mai stato così elevato come nel 2020. Molti bambini sono dunque costretti a lavorare – le bambine a sposarsi prematuramente – e vengono reclutati dai gruppi armati. Quasi 2,5 milioni di minori in Siria e 750 000 nei paesi limitrofi non vanno a scuola. I disturbi psichici sono vieppiù frequenti, basti pensare che nel solo 2020 sono raddoppiati. Tutto questo mentre in alcune regioni sono in forte aumento i contagi da Covid-19.

In collaborazione con i suoi partner, l’UNICEF sta conducendo una delle campagne di aiuti d’emergenza più imponenti della storia in Siria, Giordania, Iraq, Libano, Turchia ed Egitto. L’obiettivo è organizzare interventi di vaccinazione, prestare aiuti psicosociali, potenziare l’approvvigionamento idrico, e fare in modo che i bambini possano tornare a scuola e gli adolescenti seguire corsi di formazione. La Confederazione è tra i principali sostenitori dell’operato dell’UNICEF nella regione.
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