Crisi in Afghanistan: l’UNICEF rimane sul posto

Tra i bambini e le famiglie in Afghanistan regna la disperazione. L’UNICEF è presente da 65 anni nel paese e fa tutto quanto in suo potere per sostenere la popolazione nella drammatica situazione attuale. Ora più che mai, è necessario continuare a proteggere donne e bambini.

Oltre alla sua attività a livello nazionale a favore dell’infanzia, in Afghanistan l’UNICEF è presente in undici località. Le sue reti di contatto e i suoi partner sono importantissimi per fornire beni di prima necessità ai più vulnerabili. Nonostante la recrudescenza delle violenze, l’UNICEF non ha intenzione di lasciare il paese: donne e bambini in Afghanistan devono sapere che siamo al loro fianco. Il personale sarà trasferito temporaneamente qualora i combattimenti dovessero intensificarsi, ma continueremo a fare il nostro lavoro.

UNICEF Afghanistan

Giorno dopo giorno, il conflitto in Afghanistan impone un sacrificio sempre maggiore a donne e bambini. Dall’inizio dell’anno, oltre 552 minori hanno perso la vita e più di 1400 sono rimasti feriti. La metà della popolazione – oltre diciotto milioni di persone, dei quali quasi dieci milioni sono bambini – ha bisogno di aiuti umanitari.

In previsione della crisi, l’UNICEF ha stoccato scorte in tutto il paese e ora distribuisce corredi per l’igiene personale, trasporta acqua, cura i bambini denutriti con alimenti terapeutici pronti all’uso, e vaccina i neonati e i più piccoli per proteggerli da malattie potenzialmente letali. Questa settimana, in diversi campi per sfollati interni a Kabul l’UNICEF ha allestito aree a misura di bambino, centri nutrizionali e postazioni di vaccinazione.