Ti trovi qui:
Blog

Le ondate di calore compromettono anche l’apprendimento

Che sia in Svizzera, in Europa o in molte altre regioni del mondo, le ondate di calore sono sempre più frequenti, più intense e più durature. Da oltre una settimana, in alcune zone della Svizzera le temperature superano i 30 gradi e in molti luoghi sono addirittura molto più elevate. E, per il momento, non si intravede alcun miglioramento. Proprio ora, poco prima delle vacanze estive, sorge la domanda: quanto sono protetti i bambini dal caldo estremo, a casa, nei parchi giochi e a scuola?

Jürg Keim, Medienstelle
Jürg Keim
Wasser_Hitze_Schule_DE2023

Quello che molti adulti percepiscono come un semplice disagio estivo può avere conseguenze significative per i bambini. Il caldo estremo influisce sulla loro salute, sul loro benessere e sul loro sviluppo. Può inoltre compromettere la concentrazione e la capacità di apprendimento. Per molti bambini, l’attuale ondata di calore non significa soltanto notti insonni: trascorrono il tempo scolastico e libero in ambienti surriscaldati e su superfici esterne roventi, spesso senza sufficienti possibilità di sfuggire alla calura.

L’attuale ondata di calore si inserisce in una tendenza globale di eventi climatici estremi sempre più frequenti. Il nuovo rapporto «Children’s Climate Risk Report 2026» dell’UNICEF mostra che le conseguenze della crisi climatica colpiscono i bambini di tutto il mondo in modo particolarmente duro. Gli effetti vanno dai rischi per la salute alle ripercussioni sull’istruzione e sullo sviluppo.

La crisi climatica è quindi anche una crisi dei diritti dell’infanzia.

Dürre_Sudan2023
Dürre_Tschad2026
Dürre Tschad 2023
Tropensturm Vietnam 2025
Tropensturm Vietnam2024

Quasi tutti i bambini sono coinvolti

Gli effetti della crisi climatica sono ormai una realtà per i bambini di tutto il mondo. Particolarmente allarmante è il fatto che circa 1,5 miliardi di bambini siano esposti alle ondate di calore.
Molti bambini non affrontano una sola minaccia. Nel mondo, 1,1 miliardi di bambini vivono in regioni colpite da almeno tre rischi climatici sovrapposti. Più di quattro milioni di bambini sono addirittura esposti contemporaneamente a sei diversi rischi climatici. I dati sono preoccupanti.

Le conseguenze vanno ben oltre i rischi immediati per la salute. Gli eventi climatici estremi possono compromettere l’accesso all’istruzione, all’assistenza sanitaria, all’acqua potabile e alla protezione sociale. I bambini ne risentono particolarmente perché il loro corpo e il loro cervello sono ancora in fase di sviluppo e perché dipendono maggiormente da servizi pubblici funzionanti.

Sebbene gli effetti della crisi climatica siano percepibili ovunque, non tutti i bambini ne subiscono le conseguenze allo stesso modo. L’età, il luogo di residenza, la situazione socioeconomica e l’accesso ai servizi essenziali influenzano il grado di protezione e l’impatto subito. I bambini non vivono la crisi climatica in un lontano futuro: la stanno vivendo adesso.

Ma cosa significano, nella vita quotidiana, ondate di calore sempre più frequenti? Cosa comportano nei parchi giochi, a casa e nelle scuole?

Hitze_Grünflächen_DE2023

Perché i bambini sono particolarmente vulnerabili

I bambini sono particolarmente esposti ai rischi del caldo estremo. Il loro organismo non è ancora in grado di regolare la temperatura corporea con la stessa efficienza degli adulti. Le temperature elevate possono causare stanchezza, disidratazione, problemi del sonno e difficoltà di concentrazione.
I più colpiti sono i bambini piccoli, quelli con problemi di salute preesistenti e coloro che dispongono di limitate possibilità di protezione. Anche in Svizzera emergono queste disuguaglianze. Aree verdi, alberi e zone d’ombra nei luoghi di gioco e di permanenza rappresentano importanti fattori di protezione dal caldo. Tuttavia, non tutti i bambini hanno lo stesso accesso a questi spazi nel proprio quartiere.
Durante periodi prolungati di caldo e nelle vacanze scolastiche, le disuguaglianze esistenti possono accentuarsi ulteriormente. Non tutte le famiglie dispongono delle stesse opportunità di assistenza, attività ricreative e mezzi per proteggersi dal caldo estremo.

Quando il caldo rende più difficile imparare

I bambini trascorrono gran parte della loro giornata a scuola. Per questo è fondamentale che possano studiare in un ambiente sicuro e sano. Tuttavia, le ondate di calore sempre più frequenti e intense mettono sempre più in discussione questa condizione.

Le alte temperature possono compromettere l’attenzione, la concentrazione e la capacità di apprendimento. Il nuovo rapporto dell’UNICEF lo afferma chiaramente: le ondate di calore ostacolano l’apprendimento. Ciò significa che i bambini seguono meno efficacemente le lezioni, si concentrano con maggiore difficoltà e assimilano peggio i contenuti scolastici.

Gli effetti degli eventi meteorologici estremi sono già visibili oggi. Solo nel 2024, l’istruzione di almeno 242 milioni di studenti in 85 Paesi e territori è stata compromessa da eventi climatici estremi: le tempeste distruggono scuole, le inondazioni interrompono le lezioni e le ondate di calore rendono più difficile imparare.

Allo stesso tempo, l’aumento delle temperature dimostra che molte scuole non sono progettate per affrontare le condizioni climatiche attuali. Aule surriscaldate, mancanza di ombreggiamento e scarsità di spazi verdi aggravano ulteriormente la situazione. Anche in Svizzera si pone sempre più spesso la questione di come adattare scuole, parchi giochi e spazi pubblici a ondate di calore più frequenti. È fondamentale garantire a tutti i bambini l’accesso a luoghi di apprendimento e di vita sicuri e salubri, indipendentemente dal luogo di residenza o dalla situazione sociale.

Schule_Hitze_DRC 2024
Hitze_Sudan_2024
Hitze_Schule_Madagaskar 2025

Di cosa hanno bisogno i bambini oggi

Il cambiamento climatico è ormai una realtà e le sue conseguenze si fanno sentire in tutto il mondo. Per questo è essenziale considerare sistematicamente i diritti e i bisogni dei bambini nelle strategie di adattamento climatico.

L’UNICEF chiede che i bambini siano maggiormente presi in considerazione nelle politiche climatiche e nelle misure di adattamento. Ciò include investimenti in scuole resilienti al clima, servizi sanitari e sistemi di protezione sociale capaci di tutelarli anche in presenza di eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e intensi.

Particolare attenzione deve essere rivolta ai bambini che già oggi si trovano in una situazione di maggiore vulnerabilità, poiché gli effetti della crisi climatica non colpiscono tutti allo stesso modo.
Inoltre, bambini e adolescenti devono avere la possibilità di partecipare alle decisioni che riguardano il loro futuro. Stanno già vivendo oggi le conseguenze della crisi climatica e saranno coloro che dovranno conviverci più a lungo. Quando vengono coinvolti, chiedono spesso più verde, più natura e più zone d’ombra negli spazi pubblici.
I bambini contribuiscono in misura minima alla crisi climatica. Eppure sono tra coloro che ne subiscono maggiormente le conseguenze. Per questo la crisi climatica non è soltanto una questione ambientale: è anche una questione di diritti dell’infanzia.