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Statement

Servizio di contatto per le vittime di violenza digitale

I diritti dell’infanzia valgono senza restrizioni anche nello spazio digitale. Di fronte all’aumento della violenza nello spazio digitale e al suo particolare impatto sui bambini e sugli adolescenti, servono misure di protezione mirate e adeguate all’età. Un servizio di contatto nazionale per le vittime di violenza digitale può quindi essere un elemento importante per attuare concretamente l’obbligo di protezione dello Stato e offrire ai giovani un sostegno efficace.

Kinder bedienen ein Tablet

La violenza nello spazio digitale coinvolge persone di ogni età, ma soprattutto i bambini e gli adolescenti. Questi ultimi sono titolari di diritti autonomi e necessitano di una protezione particolare. Di conseguenza, le discussioni che riguardano le misure di protezione nello spazio digitale non possono mettere sullo stesso piano la protezione dei minori e quella degli adulti: è necessario considerare e rispettare esplicitamente i diritti dell’infanzia.
Nell’ottica dei diritti dell’infanzia, un servizio di contatto per le vittime di violenza digitale, come viene attualmente richiesto a livello federale (postulato 25.3824), è tra le misure importanti volte a migliorare la protezione dei bambini e degli adolescenti. Una struttura di questo tipo può contribuire ad attuare concretamente l’obbligo di protezione dello Stato verso i bambini e gli adolescenti, offrendo alle vittime un sostegno a misura di bambino.

Violenza nello spazio digitale: una realtà quotidiana per le persone giovani

Per i bambini e gli adolescenti, lo spazio digitale è oggi un luogo centrale per lo scambio di idee, l’istruzione e la partecipazione sociale, ma comporta anche particolari dinamiche di rischio: la violenza si diffonde rapidamente, i contenuti restano disponibili in modo permanente, le aggressioni si svolgono davanti a un vasto pubblico e le strutture tecniche possono favorire la polarizzazione e l’escalation.
Se gli spazi e i servizi digitali non sono sufficientemente regolarizzati e protetti, emerge un rischio reale di violazione dei diritti dell’infanzia , sia attraverso aggressioni dirette e diffusione di contenuti dannosi, sia tramite i rischi strutturali legati alla progettazione delle piattaforme.

Alcuni studi  evidenziano che una percentuale notevole di persone giovani subisce in rete incitamenti all’odio, umiliazioni o aggressioni sessualizzate. Le conseguenze vanno dall’insicurezza e dall’isolamento sociale fino a disturbi psichici gravi che possono influire a lungo termine sulla loro crescita. Inoltre, se le persone giovani non esprimono più le proprie opinioni per timore di attacchi personali e aggressioni, la loro partecipazione al dibattito pubblico subisce una limitazione.

Un servizio di contatto specializzato come parte di una strategia di protezione efficace

L’UNICEF Svizzera e Liechtenstein accoglie con favore la discussione in Parlamento in merito alla possibilità di istituire un servizio di contatto nazionale specializzato in violenza digitale. Il Comitato dell’ONU sui diritti dell’infanzia stabilisce espressamente che gli Stati devono proteggere efficacemente dalla violenza i bambini e gli adolescenti anche in ambito digitale e mettere a disposizione strutture istituzionali adeguate . Un servizio di contatto specifico è una misura importante, in linea con questa richiesta.

La violenza nello spazio digitale rivolta contro i bambini spesso sfugge alla percezione degli adulti. Le strutture tecniche delle piattaforme digitali permettono di diffondere rapidamente, archiviare e rendere durevolmente disponibili i relativi contenuti. Ciò può produrre effetti persistenti sulle persone colpite. Per i bambini e gli adolescenti colpiti è spesso difficile trovare il sostegno adeguato; molti di loro non sanno a chi rivolgersi o dubitano di essere presi sul serio. Un servizio di contatto ben conosciuto e specializzato può offrire un orientamento, fornire una consulenza competente e indirizzare ai servizi disponibili.

È fondamentale che tale servizio sia organizzato coerentemente e a misura di bambino, garantisca un accesso digitale a bassa soglia e collabori strettamente con i consultori di assistenza alle vittime, le scuole e le offerte di prevenzione esistenti. Un finanziamento garantito e il radicamento a lungo termine sono i presupposti perché il servizio di contatto possa contribuire durevolmente a proteggere e sostenere i bambini. La consulenza individuale, tuttavia, non può sostituire la responsabilità strutturale: le piattaforme devono essere progettate e regolate in modo da ridurre sistematicamente i rischi.

Le esperienze di altri Paesi europei dimostrano che gli sportelli di segnalazione specializzati e i servizi di consulenza nell’ambito della violenza digitale possono essere efficaci se sono dotati di competenze chiaramente definite e know-how tecnico e se collaborano in modo vincolante con le autorità e i gestori delle piattaforme. Per esempio, jugendschutz.net in Germania e UK Safer Internet Centre in Gran Bretagna sono strutture istituzionalmente radicate che uniscono segnalazione, consulenza e prevenzione. Tali modelli evidenziano che un servizio di contatto nazionale può fornire un contributo importante, a condizione che sia garantito a lungo termine e si integri chiaramente nelle strutture esistenti. Ciò rappresenta un ulteriore passo avanti per proteggere efficacemente in Svizzera i diritti dell’infanzia nello spazio digitale.

Richieste dell’UNICEF Svizzera e Liechtenstein:

  • I diritti dell’infanzia (protezione, sostegno e partecipazione) devono essere attuati anche nello spazio digitale
  • Bambini e adolescenti vanno considerati come un gruppo di riferimento; il servizio di contatto deve essere quindi strutturato in modo adatto ai bambini e agli adolescenti
  • Un servizio di contatto per le vittime di violenza digitale deve essere a bassa soglia, anonimo, competente e a misura di bambino
  • Un servizio di contatto deve collaborare strettamente con i servizi già esistenti come i consultori di assistenza alle vittime, le scuole e le offerte di prevenzione
  • Oltre alla consulenza, servono anche misure strutturali di prevenzione a livello di piattaforma
  • Il finanziamento e la continuità del servizio devono essere garantiti