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Libano: «Per molti bambini non esiste più una vita quotidiana normale»

Dall’escalation all’inizio di marzo, circa 820.000 persone sono già state sfollate, tra cui stimati 290.000 bambini. La svizzera Andrea Berther, vicedirettrice nazionale di UNICEF in Libano, spiega come i bambini vivono la crisi e quale sostegno necessitano con urgenza.

Jürg Keim, Medienstelle
Jürg Keim
Libanon_2026_Andrea Berther
Am 3. März 2026 transportiert Andrea Berther, stellvertretende Vertreterin von UNICEF Libanon, in einer öffentlichen Schule in Mount Lebanon Hilfsgüter. Das UNICEF-Team ist vor Ort und verteilt Hilfsgüter wie Matratzen, Decken, Wasser, Hygieneartikel, Babyausstattung und Hygiene-Sets. Die Eskalation der Feindseligkeiten hat viele Familien dazu gezwungen, ihre Häuser in verschiedenen Dörfern im Süden des Libanon und in den südlichen Vororten von Beirut zu verlassen und in öffentlichen Schulen Zuflucht zu suchen.

Cosa significa concretamente l’attuale crisi per i bambini in Libano?

L’escalation in corso in Libano ha effetti devastanti sui bambini e suscita grande preoccupazione. Per molti di loro, la quotidianità è cambiata completamente. Le famiglie hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni e vivono ora presso parenti o in strutture collettive – spesso nelle scuole pubbliche, dove i bambini dovrebbero studiare invece di cercare protezione dalla violenza. Spesso i bambini arrivano in queste strutture completamente esausti, portando con sé a malapena ciò che sono riusciti a prendere durante la fuga.

Alcuni bambini dormono all’aperto o nei veicoli, spesso in condizioni precarie e con temperature notturne basse.

Da mesi sono esposti a violenza e insicurezza. Sentono esplosioni, vedono veicoli armati o assistono alla lotta dei genitori per la sicurezza e il reddito. Questa situazione pesa enormemente su di loro, specialmente se perdura nel tempo. Questo stress continuo può minare profondamente il senso di stabilità nella vita dei bambini e influenzare le loro prospettive future. Senza un sostegno tempestivo, lo stress traumatico può avere conseguenze durature sulla loro salute mentale.

Quali ripercussioni ha la crisi sull’istruzione e sullo sviluppo dei bambini?

La chiusura di tutte le scuole ha interrotto l’insegnamento per oltre un milione di bambini. La scuola non è solo un luogo di apprendimento, ma anche uno spazio di stabilità, contatti sociali e protezione. Quando queste strutture vengono a mancare, possono esserci conseguenze durature sul loro sviluppo.

Lo stress psicologico dei bambini è quindi molto elevato. Molti mostrano segni di ansia, stress o problemi del sonno. Per questo motivo, il sostegno psicosociale è una componente centrale dell’assistenza umanitaria.
Quale sostegno necessitano con urgenza i bambini e le loro famiglie?

Per molte famiglie sfollate, le priorità iniziali riguardano bisogni fondamentali: acqua pulita, servizi igienici funzionanti, materassi e coperte, nonché cibo sufficiente per i bambini. Anche il diesel per i generatori è importante affinché le strutture, le pompe d’acqua e i servizi medici possano funzionare.
Per molte famiglie, vivere nelle strutture spesso sovraffollate è molto gravoso. In particolare per gli adolescenti e le giovani donne è difficile avere sufficiente privacy e condizioni igieniche adeguate. Contemporaneamente, molti bambini necessitano di cure mediche, sostegno psicosociale e opportunità di continuare a studiare. È altrettanto importante proteggerli dalla violenza, dallo sfruttamento e dalle conseguenze di esperienze traumatiche.

Come supporta UNICEF i bambini e le famiglie in queste condizioni?

UNICEF ha significativamente ampliato l’assistenza d’emergenza. I team supportano le famiglie nelle strutture collettive, distribuiscono aiuti, offrono sostegno psicosociale ai bambini e aiutano a mantenere l’accesso all’istruzione. Anche l’assistenza sanitaria rappresenta un obiettivo centrale. Le unità sanitarie mobili consentono consulti medici e vaccinazioni per le famiglie sfollate. UNICEF sostiene inoltre gli ospedali affinché i bambini più vulnerabili – compresi i neonati – possano continuare a ricevere cure intensive. Parallelamente, vengono preparati programmi nutrizionali e i team di protezione dell’infanzia identificano e assistono bambini feriti, non accompagnati o separati dalle loro famiglie.

Quali sono le principali sfide attuali?

La situazione cambia molto rapidamente. Sempre più famiglie devono lasciare le proprie case, mentre l’accesso alle aree colpite diventa progressivamente più difficile.
I bisogni umanitari superano di gran lunga le risorse attualmente disponibili. Nonostante il sostegno già ricevuto, al momento esiste un deficit di finanziamento del 91%. Questo gap limita notevolmente la possibilità di ampliare l’assistenza salvavita al ritmo necessario. È indispensabile ulteriore sostegno internazionale per proteggere efficacemente i bambini e garantire i servizi essenziali.

C’è un incontro con un bambino che le è rimasto particolarmente impresso?

Il primo giorno della mia visita in un centro di accoglienza collettivo ho incontrato una bambina che mi ha profondamente colpita. Mi ha raccontato a bassa voce di essere già stata sfollata una prima volta nel 2024 e che questa era la seconda volta. Con i pochi oggetti che la sua famiglia era riuscita a portare con sé, guardava attorno a sé nella sala affollata e poi mi ha chiesto: «Tornerà anche questa volta a giocare con noi?»
Questa domanda era molto più di una semplice richiesta. Mostra di cosa hanno davvero bisogno i bambini in una crisi: normalità, gioia e attenzione. Nonostante tutto ciò che ha vissuto, continua a cercare relazioni e momenti per essere semplicemente una bambina. La sua speranza dimostra quanto sia importante creare spazi sicuri, offrire supporto psicosociale e restituire ai bambini un po’ di quotidianità.

Qual è in gioco il futuro dei bambini in Libano?

Se la crisi dovesse perdurare, le conseguenze a lungo termine per un’intera generazione sarebbero gravi. Interruzione dell’istruzione, stress prolungato e sfollamento possono compromettere in modo duraturo le opportunità future di molti bambini. Diventa quindi fondamentale garantire loro ora protezione, stabilità e sostegno concreto.

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