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Statement

Iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni!»: rischi per i bambini e per i loro diritti

Il 14 giugno 2026 la popolazione svizzera si esprime sull’Iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)». Dal punto di vista dell’UNICEF Svizzera e Liechtenstein, l’iniziativa comporta rischi notevoli per la protezione dei diritti dei bambini e degli adolescenti in Svizzera; può causare limitazioni dei diritti dell’infanzia e, in determinate circostanze, la disdetta della Convenzione sui diritti dell’infanzia.

Statement

L’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)» intende limitare la popolazione svizzera fissando nella Costituzione federale un limite massimo di dieci milioni di residenti permanenti in Svizzera. L’iniziativa prevede l’adozione di contromisure già al raggiungimento di 9,5 milioni di abitanti. Il testo dell’iniziativa indica esplicitamente ambiti quali la politica d’asilo, il ricongiungimento familiare, tra l’altro anche per gli Stati UE/AELS, nonché i diritti di soggiorno, di domicilio e di naturalizzazione. Queste misure riguardano ambiti centrali della vita dei bambini e possono limitarne i diritti. Il superamento di questa prima soglia comporterebbe inoltre la disdetta dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone con l’Unione Europea. Ciò colpirebbe anche i diritti alla vita familiare esistenti, un aspetto rilevante dal punto di vista dei diritti dell’infanzia, in particolare per quanto riguarda il diritto del bambino alle relazioni familiari (art. 9 della Convenzione sui diritti dell’infanzia).

Qualora si superi il limite di dieci milioni, l’iniziativa prevede inoltre che siano rinegoziati o disdetti gli accordi internazionali che favoriscono la crescita demografica. Secondo la valutazione del Consiglio federale, tra questi potrebbero rientrare anche trattati fondamentali sui diritti umani, compresa la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia (Convenzione sui diritti dell’infanzia). Esiste il rischio che un’eventuale approvazione dell’iniziativa abbia come conseguenza la disdetta della Convenzione sui diritti dell’infanzia.

La Convenzione sui diritti dell’infanzia: un quadro vincolante nella vita quotidiana

La Convenzione sui diritti dell’infanzia non è un accordo astratto, ma influisce concretamente sulla vita quotidiana, la protezione, il sostegno e la partecipazione dei bambini.  Essa incide su ambiti centrali della vita dei bambini e ne rafforza i diritti fondamentali, come il diritto alla famiglia, all’istruzione, alla protezione dalla discriminazione, a un’identità, allo sviluppo e alla partecipazione. Riconoscendo i bambini come titolari di diritti autonomi, la Convenzione stabilisce linee guida chiare per l’operato delle istituzioni e dell’economia.

Essa impegna le autorità, la politica, le imprese e i tribunali a dare la priorità all’interesse del bambino in ogni decisione statale e funge da quadro di riferimento vincolante per la legislazione, l’amministrazione, le attività operative e la pratica professionale, garantendo così l’attenzione sistematica, e non solo sporadica, ai diritti dell’infanzia.
La Convenzione sui diritti dell’infanzia è uno dei trattati internazionali sui diritti umani fondamentali; approvata nel 1989, ha rafforzato profondamente la posizione dei bambini nella società. Il fatto che la Svizzera sia, dal 1997, uno Stato firmatario ne rispecchia l’impegno a favore dei diritti umani.

Conseguenze di una possibile disdetta per il benessere dei bambini 

Una disdetta della Convenzione sui diritti dell’infanzia avrebbe conseguenze di vasta portata sui diritti dei bambini in Svizzera, specialmente su quelli più vulnerabili nella società. La Svizzera abbandonerebbe un quadro di riferimento internazionale fondamentale, il quale stabilisce i diritti dei bambini in modo vincolante e garantisce che le azioni dello Stato siano orientate ai diritti dell’infanzia.

Inoltre, verrebbero meno meccanismi internazionali essenziali che promuovono l’ulteriore sviluppo e la verifica dei diritti dell’infanzia. La Convenzione impegna infatti la Svizzera a presentare rapporti periodici sull’attuazione dei diritti dell’infanzia e a confrontarsi con le raccomandazioni internazionali. La Convenzione aiuta così a garantire che i diritti dell’infanzia non esistano solo formalmente, ma che vengano continuamente verificati e sviluppati. Insieme alla possibilità di una procedura di reclamo individuale, questo sistema permette un inquadramento indipendente e un impulso decisivo affinché lo Stato si assuma la sua responsabilità in materia di diritti dell’infanzia.

Una disdetta lancerebbe un segnale fondamentale: i diritti dell’infanzia sarebbero sanciti in modo meno chiaro come obbligo vincolante in materia di diritti umani. La Svizzera fonda la propria identità su una forte tradizione di diritti umani e ospita importanti istituzioni internazionali. La disdetta di un accordo internazionale come la Convenzione sui diritti dell’infanzia avrebbe ripercussioni significative sulla credibilità della Svizzera e sulla sua reputazione nell’ambito umanitario e dei diritti umani.