La situazione
In Sudan la guerra va avanti da oltre due anni. Attualmente, più della metà della popolazione ha urgente bisogno di aiuti umanitari, tra cui oltre 15 milioni di bambini. Con oltre 12 milioni di persone in fuga, la crisi di sfollamento in Sudan è la più grande al mondo.
Molti cercano rifugio nei paesi vicini, come il Ciad. Quasi un milione di persone, tra cui più di 570.000 bambini, hanno già trovato rifugio nella parte orientale del Ciad. Tuttavia, anche il Ciad è alle prese con estrema povertà, fame, disastri legati al clima e focolai di malattie. È uno dei cinque paesi al mondo con il maggior numero di rifugiati pro capite.
Nella parte orientale del paese, dove ogni giorno arrivano nuovi rifugiati dal Sudan, vivono già circa 410.000 rifugiati sudanesi dalla crisi del Darfur del 2003. Le province che li accolgono sono tra le più povere del paese, e il nuovo afflusso mette ulteriormente sotto pressione le già scarse risorse e i servizi disponibili. I rapporti tra la popolazione locale e i vari gruppi di rifugiati sono molto tesi.
Come aiuta la sua donazione
UNICEF garantisce che gli aiuti di emergenza nell’est del Ciad vadano sia ai rifugiati sudanesi sia alle comunità ospitanti e ai rimpatriati ciadiani. Questo è fondamentale per rafforzare la fragile coesione sociale nella regione e prevenire tensioni tra i gruppi.
Con la sua donazione rende possibile, tra l’altro:
- l’accesso ad acqua potabile e impianti sanitari sicuri per i bambini delle famiglie rifugiate, dei rimpatriati e delle comunità ospitanti;
- assistenza medica, vaccinazioni e cure per l’HIV per bambini e famiglie;
- servizi tempestivi e di qualità per la protezione dei bambini vulnerabili;
- una migliore alimentazione per neonati e bambini piccoli grazie a pasti adatti all’età, ricchi di nutrienti, integratori vitaminici, alimenti arricchiti e trattamenti antiparassitari preventivi;
- il rafforzamento della coesione sociale attraverso progetti comunitari che coinvolgono attivamente le famiglie nelle decisioni;
- un accesso equo e inclusivo a un’istruzione di qualità per bambini e ragazzi;
- la distribuzione di beni di prima necessità;
- aiuti in denaro per le famiglie particolarmente vulnerabili, per coprire i bisogni fondamentali.