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«The Gaza We Want»: ecco cosa desiderano per il loro futuro i bambini di Gaza

Per due anni, bombardamenti, fughe e paura hanno segnato la vita quotidiana dei bambini di Gaza. Nell’ambito dell’iniziativa dell’UNICEF «The Gaza We Want», 11 000 bambine e bambini mostrano con disegni e poesie come immaginano il futuro a Gaza. Queste immagini sorprendono e danno speranza. 

Sarah Brühwiler
Sarah Brühwiler
Kinderzeichnung
Prati verdi, fiori e un senso di sicurezza: è ciò che desidera Shahd Al Nayrab per il futuro. Il presente è ben diverso, come mostra il suo disegno: tre quarti degli edifici sono in macerie, il 96 per cento delle persone vive in alloggi di emergenza.

Così inizia la poesia della tredicenne Malak, di Khan Yunis: «La Gaza che voglio non è una tenda sferzata dal vento. [...] Voglio scrivere i compiti per la scuola, non i nomi dei morti. Contare le stelle in cielo, non gli aerei. Cuocere il pane con il profumo di timo, non di fumo. La Gaza che voglio è viva. […]»

A Gaza, due anni di guerra hanno lasciato dietro di sé la distruzione: l’80 per cento di abitazioni, scuole, parchi giochi e ospedali è ridotto in macerie. Nove bambini su dieci sono stati costretti a fuggire, la maggior parte di loro più volte. Hanno perso i loro genitori, fratelli e amici. Più del 90 per cento dei bambini soffre di traumi e paura costante. La loro vita attuale è ridotta a un cumulo di macerie. Cosa significa questo per il loro futuro?

Da ottobre 2025 è ufficialmente in vigore il cessate il fuoco. È iniziata la graduale ricostruzione di Gaza. Con l’iniziativa «The Gaza We Want», l’UNICEF ha fatto in modo che i bambini e gli adolescenti di tutti e cinque i governatorati di Gaza abbiano una voce e un ruolo attivo nelle discussioni sulla ricostruzione e sulla vita futura a Gaza. In spazi adatti alle persone che hanno subito traumi, complessivamente 1603 bambini hanno partecipato a un sondaggio approfondito con l’intervento di specialisti. Più di 11 000 bambini tra i 5 e i 18 anni hanno espresso i propri desideri attraverso disegni, poesie e figure modellate con la plastilina. 

I disegni sono sorprendenti: pur avendo vissuto distruzioni enormi ed esperienze traumatiche, i bambini non hanno disegnato macerie, ma prati verdi, alberi in fiore, il mare azzurro, case colorate e parchi pieni di vita. Nonostante tutto quello che hanno vissuto, riescono a immaginare un futuro a Gaza.

Vorrei che il nostro quartiere fosse pieno di alberi e scuole, non di distruzione.

Un bambino di 10 anni di Gaza

Dietro questi lavori creativi si celano emozioni intense, tra cui un senso profondo di perdita, unito al desiderio chiaro e costante di dignità, normalità e speranza per il futuro.

Kinderzeichnung
Stare insieme come una famiglia, in sicurezza e in pace: è ciò che Aya Abu Sahlool desidera più di ogni altra cosa.

Oltre all’infrastruttura, per i bambini conta soprattutto poter riavere la propria infanzia. Per loro, le cose più importanti sono:

  • un’abitazione (97,3%)
  • l’istruzione (94,2%)
  • la sicurezza (91,8%)
  • l’assistenza sanitaria (91,8%)

I bambini hanno posto l’accento sul fatto che desiderano sicurezza e stabilità. Non vogliono più vivere nelle tende e in alloggi temporanei come sono stati costretti a fare più volte, durante i ripetuti sfollamenti. 
Desiderano scuole, ospedali con medici e farmaci a sufficienza, parchi puliti, aree giochi e spiagge. Desiderano soprattutto frequentare tutti questi luoghi in sicurezza, senza il timore costante dei bombardamenti. Immaginano i loro quartieri come tappeti pieni di vita, dove le famiglie si riuniscono e le persone siedono al sicuro sotto il sole.

Il lavoro creativo è più di un semplice passatempo; è una parte fondamentale del processo di guarigione. Disegnare aiuta i bambini a rendere visibili le ferite interiori e a elaborare le esperienze traumatiche. Creando immagini variopinte, i bambini riacquistano speranza e una visione del futuro positiva. 

I bambini mostrano una capacità straordinaria di trasformare il dolore in immagini creative; sono in grado di immaginare la ricostruzione dalle ceneri e di sognare un futuro che rispetti il loro diritto all’infanzia, all’istruzione e a una vita dignitosa.

Membro del personale UNICEF a Gaza

I bambini hanno diritto all’istruzione, alla salute, alla protezione dalla violenza, al gioco e a riprendersi dai traumi. Questi non sono diritti facoltativi, ma obbligatori. Le decisioni sulla ricostruzione modelleranno il futuro dei bambini per i prossimi decenni. Coinvolgerli equivale a rispettare i diritti dell’infanzia. Ricostruire Gaza vuol dire ripristinare non soltanto l’infrastruttura, ma l’infanzia stessa, favorendo il processo di guarigione e proteggendo il diritto di ogni bambino di crescere in sicurezza, dignità e in una pace duratura.

L’iniziativa «The Gaza We Want» è stata lanciata per ascoltare direttamente dai bambini della Striscia di Gaza le loro visioni per il futuro. In un momento in cui si discute attivamente di ripresa e ricostruzione, l’UNICEF ritiene fondamentale in tali discussioni ascoltare le voci dei bambini e prenderle in seria considerazione.

Kinderzeichnung
L’UNICEF si impegna per realizzare i sogni e i desideri dei bambini, perché Gaza diventi un luogo in cui possano crescere sicuri e protetti, studiare e giocare. Immagine di Zeina Zaqoot.
Kinderzeichnung
Per mesi, il rumore delle bombe che cadevano e la paura di essere le prossime vittime hanno segnato la vita dei bambini. Il 91,8 per cento dei bambini interpellati afferma di avere molta paura di altre bombe; molti si spaventano quando vedono aerei o elicotteri nel cielo. Nel suo disegno, Sama Hamdan trasforma l’elicottero in un segno di speranza.
Kinderzeichnung
«Vorrei una Gaza piena di colori, piena di fiori, libera e forte», scrive Huda nella sua poesia, che ben si intona al disegno di Mohammad Khalaf Allah.
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Prati verdi, alberi, fiori, strade pulite, edifici colorati, spazio per giocare e per vivere, pace e sicurezza: questo disegno di Mirna Hammoudeh mostra ciò che desidera la maggior parte dei bambini interpellati.
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Il disegno di Maya Harb esprime il grande desiderio di una casa sicura e stabile. Dall’inizio della guerra, a causa di attacchi e bombardamenti gli abitanti di Gaza sono stati sfollati in media otto volte.
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La vita di molti bambini si svolge nelle tende, dove vivono, studiano e giocano. Anche le cure mediche avvengono spesso in tende provvisorie. Tanto più forte è il desiderio di edifici veri e propri, come traspare da questo disegno di Siwar Hamdan. I bambini desiderano una casa dove poter abitare durevolmente, scuole con libri, mobili, bagni e ospedali sicuri con acqua potabile e farmaci a sufficienza.
Kinderzeichnung
Soprattutto i bambini più piccoli desiderano ardentemente luoghi sicuri in cui giocare, come mostra questo disegno di Misk Khodari. Per loro il gioco non è un lusso, ma è parte integrante dell’infanzia; troppo spesso negli ultimi anni vi hanno rinunciato per paura di bombe e attacchi.
«Sogno di giocare con i miei amici in un parco –senza paura», spiega Amal (9 anni).

Anche dopo una crisi, l’UNICEF rimane sul posto per sostenere i bambini. Proprio come facciamo ora a Gaza.

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